Manca una settimana alla festa della bicicletta di Napoli.

Domenica prossima, il 6 Maggio, nella fantastica location del Bosco di Capodimonte, ci sarà la 7° edizione del Napoli Bike festival.

E’ un’occasione speciale per la nostra città. E’ l’occasione per poter avvicinare tante persone all’idea di una città più vivibile e meno inquinata. All’idea di avvicinare la nostra città alle maggiori città italiane e straniere da tempo avviatesi sulla strada della “Bike revolution”, la rivoluzione pacifica sulle ruote e sui pedali.

Ma è anche l’occasione per riproporre con forza la bici come soluzione ai problemi del traffico e dell’inquinamento dell’aria, proponendo, in cambio, una mobilità più economica, più fluida, più intelligente.

In questa direzione, anche a Napoli,  qualcosa si sta muovendo da qualche anno, ma con enorme lentezza e tra mille intoppi.

 

Ricostruisco questi ultimi anni, con l’aiuto di alcuni stralci dell’articolo di Luca Simeone, dell’Associazione Napoli Pedala, pubblicata lo scorso 26 Aprile su Il Manifesto.

Facciamo, dunque, un passo indietro …

“è il 2012, a Napoli appare per la prima volta una pista ciclabile. Incredulità generalizzata mista a curiosità; di chi sarà questa striscia arancione? Dai che bello, ci porto il cane; io invece ci faccio jogging; per me è perfetta per metterci i tavolini del bar; ho deciso, sarà la preferenziale per il mio scooter…

Mentre chiunque prova ad immaginare la migliore destinazione d’uso, ecco che arriva sulla scena cittadina, la figura del ciclista urbano.

Costui si aggirava da anni per la città, con la sua bicicletta, muovendosi nella giungla del traffico partenopeo in solitaria e senza coscienza di appartenere ad un universo di altrettanti folli che aveva scelto la bici come filosofia di vita o quasi. Ed è così che, quasi d’incanto, quella striscia arancione diventa un luogo d’incontro, ci si riconosce, ci si capisce, ci si confronta, consigli, problemi … tutto scorre su questa striscia. Intanto il cambiamento coinvolge anche quelli che si affacciano sulla striscia arancione … aprono bar, ristoranti. (…).

Il napoletano si fa due conti in tasca e l’idea di risparmiare tasse, bolli, assicurazione, lo attira non poco ed allora, via lo scooter … da domani ci muoviamo in bici, magari elettrica (così non sudo),

insomma c’è un bel fermento, si avvistano anche cargo bike, come se qualcuno avesse pensato di vivere ad Amsterdam !

Frotte di turisti decidono di visitare Napoli in bici, parte il bike sharing a Scampia, professori di frontiera coinvolgono decine di studenti nel “bike to school” … alle storiche associazioni che si occupano di ciclo-mobilità se ne aggiungono di nuove … a Napoli viene sdoganata la bici ! I media ci seguono e gli siamo simpatici. Il morale è alto, siamo contenti con così poco, direte? si con poco, quanto basta per sognare.

Il risveglio dal sonno arriva presto ed è micidiale …

Clacson e urla, <<perché non vai a pedalare sul lungomare ?>>.

Il nervo del trasporto pubblico in città è ancora scoperto. La città non si muove e la frustrazione dell’automobilista si scaglia contro chi è una delle soluzioni al problema.

Sprazzi di cambiamento che fino a poco prima si tenevano tutti insieme si sono atomizzati. Da Roma i soldi che arrivano ai Comuni, sono sempre meno, la coperta è corta, emergenze e priorità sono altre. E pure le risorse per le politiche di ciclo-mobilità erano poche anche prima: cosa è successo. Perché non riusciamo a trovare la strada per andare avanti?

Nel frattempo, (a fine dicembre 2017 -ndr-) viene approvata la prima legge quadro sulla mobilità ciclistica (…leggi l’articolo https://www.napolielettrica.it/2017/12/16/nuovalq2017/), nuovi interventi significativi sono in corso o pronti a partire. A mancare è lo scenario nel quale leggere questi interventi, in una parola la visione di città (…)

… è ovvio che se “dall’alto” i segnali appaiono deboli e, talvolta, anche contraddittori, si fa fatica poi a smuovere la massa … il fenomeno del “bullismo su quattro ruote” nei confronti del ciclista, è squallido, ma è diffuso, ed è un segnale inequivocabile di quanto ancora c’è da fare per creare il giusto clima.

Intanto ieri, a Roma, c’è stata la “Bicifestazione”, una grande marcia per sensibilizzare sui diritti del ciclista urbano e per richiedere un nuovo impulso per la mobilità ciclistica.

Il 7° Napoli Bike Festival è un altro passo in questa direzione.

Dobbiamo essere in tanti. Napolielettrica ci sarà.

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