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Come avere il rimborso e le risposte a tutte le domande …

Con questo articolo intendiamo fornire un aggiornamento continuo sul tema del “bonus bici”, segui la pagina Facebook di NAPOLIELETTRICA per restare sempre aggiornato !

Aggiornamento del 19 Ottobre

Molti erano scettici sull’effettiva realizzazione del Bonus mobilità , ma finalmente possiamo rassicurare chi ha già acquistato e tutti quelli che vorrebbero acquistare, biciclette e mezzi elettrici da ultimo miglio (come monopattini e hoverboard).

I rimborsi o i voucher potranno essere richiesti a partire dal prossimo 3 novembre, (ovvero dal sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto attuativo, avvenuta il 5 settembre).

La buona notizia pone fine a una serie di informazioni inesatte andata avanti per tutta l’estate.

Alla data di attivazione del portale per la presentazione delle istanze, accessibile anche tramite il sito minambiente.it, saranno disponibili 210 milioni di euro.

Basteranno? Il ministro ha più volte dichiarato in pubblico che “i soldi ci sono”, e anche se c’è stato un boom di vendite di bici e monopattini negli ultimi mesi, è possibile che, in caso di saturazione dei fondi possano essere stanziati ulteriori disponibilità.

I rimborsi. Ricordiamo che chi ha già acquistato una bicicletta o un mezzo elettrico da ultimo miglio potrà inoltrare richiesta per ottenere un rimborso pari al 60% del prezzo d’acquisto, fino a un massimo di 500 euro. Alla domanda sarà necessario allegare la fattura intestata al richiedente o la ricevuta fiscale integrata, cioè lo scontrino parlante. In occasione della stessa istanza, l’interessato dovrà indicare l’Iban del conto corrente, intestato allo stesso beneficiario. La somma verrà accreditata secondo la data d’acquisto del bene, per evitare che il prossimo 4 novembre si assista all’ennesimo click day. Va detto, poi, che le domande andranno presentate entro il sessantesimo giorno dall’attivazione del portale, quindi entro il 3 gennaio 2021, ma i richiedenti dovranno comunque registrarsi sul portale entro il 31 dicembre 2020, come specificato nel decreto attuativo.

I voucher. A partire dallo stesso 3 novembre, inoltre, i cittadini interessati potranno richiedere i voucher per usufruire di una riduzione del 60% del prezzo d’acquisto, fino a un vantaggio massimo di 500 euro, dei mezzi di cui si discute o dei costi di fruizione dei servizi di mobilità condivisa. Il buono, che sarà reso disponibile nell’area personale del richiedente secondo l’ordine temporale delle domande, andrà presentato entro 30 giorni dalla sua emissione ai commercianti e fornitori di mezzi in condivisione che si saranno accreditati secondo le modalità previste dall’art. 7 del decreto attuativo.

Le credenziali e i beneficiari. In ogni caso, l’accesso al portale per ottenere il rimborso o i voucher va effettuato mediante SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), un particolare meccanismo di identificazione di cui dovrà munirsi il richiedente.

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Riportiamo, di seguito, le risposte a tutti i quesiti sul funzionamento del Bonus Mobilità, (Programma buono Mobilità 2020 con e senza rottamazione), tratti direttamente dal sito del Ministero dell’Ambiente

In cosa consiste?

Il buono mobilità è un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500 per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad es. monopattini, hoverboard e segway) ovvero per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Chi viene rimborsato?

Ci saranno due fasi: in una sarà il cittadino ad essere rimborsato del 60% della spesa; nella seconda il cittadino paga al negoziante aderente direttamente il 40% e sarà il negoziante aderente a ricevere il rimborso del 60%.

Come funziona?

Il buono mobilità può essere fruito utilizzando una specifica applicazione web che è in via di predisposizione e sarà accessibile, anche dal sito istituzionale del Ministero dell’ambiente, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale attuativo del Programma buono mobilità. Per accedere all’applicazione è necessario disporre delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

  • Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.
  • Fase 2 (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web – prevista per la metà di Luglio 2020 – ): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sull’applicazione web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

IMPORTANTE: per accedere al portale ministeriale è indispensabile avere l’identità digitale (SPID) che va richiesta presso gli enti preposti.

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Possono usufruirne solo i cittadini in comuni sopra i 50.000 abitanti?

No! 
Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti). 

Cosa si intende per Comuni delle Città metropolitane?

Le Città metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni appartenenti alle suddette Città metropolitane è consultabile sui relativi siti istituzionali.
Per la popolazione dei Comuni si fa riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019.

Cosa posso acquistare?

Per l’anno 2020 il buono mobilità può essere richiesto per una sola volta e per un unico acquisto di:

  • biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita;
  • handbike nuove o usate;
  • veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, di cui all’articolo 33- bis del DL 162/2019, convertito con modificazioni dalla legge 8/2020 (es.  monopattini, hoverboard, segway);
  • servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. 
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Posso acquistare accessori?

No. Non è ammissibile l’acquisto di accessori (caschi, batterie, catene, lucchetti, ecc.).

Posso acquistare bici o veicoli usati?

, possono essere acquistati veicoli usati per la mobilità personale e bici usate.

Posso acquistare la bici in qualsiasi negozio?

  • Per la fase 1 puoi acquistare la bici o il veicolo per la mobilità personale in qualsiasi negozio. Basta che venga rilasciata la fattura.
  • Nella fase 2, sulla piattaforma che sarà rilasciata e comunicata attraverso il sito del Ministero dell’Ambiente (www.minambiente.it) sarà pubblicato l’elenco di tutti i negozianti aderenti all’iniziativa.

Per ottenere il contributo nella fase 1 serve la fattura o lo scontrino?

Nella Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web) per ottenere il contributo è necessario conservare la fattura (non lo scontrino) e allegarla all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.

RACCOMANDIAMO DI ACQUISTARE PRODOTTI ITALIANI: Napolielettrica è concessionaria e Centro assistenza dei principali marchi italiani di bici elettrica: WAYEL, ITALWIN, EKLETTA, BADBIKE, ADRIATICA, ATALA.

E’ possibile acquistare on line?

SI. In particolare:

  • nella Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web) è possibile acquistare on line purché venga emessa la fattura, che dovrà essere successivamente allegata all’istanza di rimborso;
     
  • nella Fase 2 (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web) è possibile acquistare on line solo presso i rivenditori accreditati sull’applicazione web.

Periodo di validità del buono

I buoni di spesa devono essere utilizzati entro 30 giorni dalla relativa generazione, pena l’annullamento.

Programma buono mobilità 2020 (senza rottamazione) e Programma buono mobilità 2021 (previa rottamazione)

Il Programma buono mobilità (art. 2 comma 2 del DL Clima così come modificato dal DL Rilancio) prevede:

  • per il 2020 l’erogazione di buoni mobilità per acquisti effettuati dal 4 maggio 2020 al 31 dicembre 2020, senza provvedere ad alcuna rottamazione di veicoli vetusti;
  • a partire dal 1 gennaio 2021 l’erogazione di buoni mobilità a fronte della rottamazione di veicoli vetusti effettuata solo nel corso del 2021; i buoni mobilità potranno essere spesi entro il 31 dicembre 2024.

Se nel 2020 ho usato il bonus mobilità 2020 (senza rottamazione) il prossimo anno posso usare anche il Buono mobilità 2021 (con la rottamazione prevista per legge nel legge clima?)

Si. Modalità e termini per l’ottenimento e l’erogazione dei benefici saranno definiti con un successivo decreto interministeriale attuativo del Programma buono mobilità. Ultima modifica: 21/05/2020

Di seguito riportiamo il testo integrale dell’articolo 205 del Decreto Rilancio che contiene gli incentivi per la mobilità sostenible.

Art.205
Misure per incentivare la mobilità sostenibile

1. All’articolo 2 del decreto- legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1:
1) al primo periodo, le parole: “euro 70 milioni per l’anno 2020” sono sostituite dalle
seguenti: “euro 120 milioni per l’anno 2020”;
2) il terzo periodo è sostituito dal seguente: “A valere sul programma sperimentale, ai
residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei
capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000
abitanti, è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa
sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio
2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata
assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente
elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162,
convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 ovvero per l’utilizzo
dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.
Il “buono mobilità” di cui al terzo periodo può essere richiesto per una sola volta ed
esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Al fine di ridurre le
emissioni climalteranti, a valere sul suddetto programma sperimentale, ai residenti
nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10
luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia
agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE che rottamano, dal 1° gennaio al 31
dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati
fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, è riconosciuto, nei limiti della
dotazione del fondo di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse, un
“buono mobilità”, cumulabile con quello previsto dal terzo periodo, pari ad euro
1.500 per ogni autovettura e ad euro 500 per ogni motociclo rottamati da utilizzare,
entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di
abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a
pedalata assistita, e di veicoli per la mobilità personale a propulsione
prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre
2019, n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 o per
l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale”.
b) al comma 2, al primo periodo, le parole: “corsie preferenziali per il trasporto
pubblico locale” sono sostituite dalle seguenti: “corsie riservate per il trasporto
pubblico locale o piste ciclabili”, e al terzo periodo le parole: “e n. 2015/2043” sono
sostituite dalle seguenti: “o n. 2015/2043”;

2. Fermo quanto previsto dall’articolo 33-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, per le medesime finalità di cui al comma 1, al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 3, comma 1:
1) dopo il numero 7), è inserito il seguente: «7- bis) Casa avanzata: linea di arresto
per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri
veicoli; »; 2) dopo il numero 12) è inserito il seguente: «12-bis): Corsia ciclabile: parte
longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia
bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la
circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri
veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La Corsia ciclabile è parte della
ordinaria corsia veicolare, con destinazione alla circolazione dei velocipedi; »;
b) all’articolo 182, dopo il comma 9-bis, è inserito il seguente: «9-ter. Nelle intersezioni
semaforizzate, sulla base di apposita ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 7, comma
1, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, sulla soglia dell’intersezione può
essere realizzata la casa avanzata, estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della
semicarreggiata. La casa avanzata può essere realizzata lungo le strade con velocità
consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di
marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto
stabilita per il flusso veicolare. L’area delimitata è accessibile attraverso una corsia di
lunghezza pari almeno a 5 metri riservata alle biciclette, situata sul lato destro in
prossimità dell’intersezione.».

3. Al fine di favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la
riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, le imprese e le pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.

4. I soggetti di cui al comma 3 nominano un mobility manager con funzioni di supporto
professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione,
gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile. Il Mobility Manager
promuove, anche collaborando all’adozione del piano di mobilità sostenibile, la realizzazione di interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità, delle persone, al fine di consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane e metropolitane, tramite l’attuazione di interventi di mobilità sostenibile. Per le pubbliche amministrazioni tale figura è scelta tra il personale in servizio.

5. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinate le modalità di redazione del piano di cui al comma 3, nonché i requisiti soggettivi, le modalità di nomina, la durata in carica e le funzioni del mobility manager di cui al comma 4. Con lo stesso decreto sono indicate espressamente le disposizioni che sono abrogate dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

6.All’attuazione dei commi da 3 a 5 si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.

   RELAZIONE ILLUSTRATIVA
A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e in relazione alle misure
precauzionali che sarà necessario attuare nei prossimi mesi, la mobilità nelle aree urbane e metropolitane subirà inevitabili e rilevanti cambiamenti dovuti sia alla riduzione della
capacità di trasporto pubblico determinata dalla necessità di garantire il distanziamento
sociale che alla possibile minore propensione all’uso dei mezzi del trasporto pubblico, con un conseguente incremento modale per gli spostamenti effettuati con autoveicoli privati.

La presente disposizione, al comma 1, apporta modifiche all’art. 2, commi 1 e 2 del decretolegge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, al fine di incentivare forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale che garantiscano il diritto alla mobilità delle persone nelle aree urbane a fronte delle limitazioni al trasporto pubblico locale operate dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il vigente articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 111 del 2019 istituisce il «Programma sperimentale buono mobilità» con l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti, climalteranti e acustiche, dei volumi di traffico privato, della congestione veicolare e dell’occupazione dello spazio pubblico.

La modifica proposta, al comma 1, lettera a), prevede che per l’anno 2020 il Programma incentivi forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale. In particolare, ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città mtropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e comunque non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 (data di entrata in vigore del d.P.C.M. 26 aprile 2020) e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Tale “buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Al riguardo, si prevede lo stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro per l’anno 2020, per un totale di 120
milioni di euro per tale annualità. Per gli anni 2021 e seguenti il Programma incentiva il
trasporto pubblico locale e regionale e forme di mobilità sostenibile ad esso integrative a
fronte della rottamazione di autoveicoli e motocicli altamente inquinanti. Rispetto a quanto previsto dal vigente articolo 2, comma 1, del decreto legge n. 111 del 2019, si prevede che il buono venga riconosciuto per la rottamazione della tipologia di autovetture e di motocicli ivi indicati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020; inoltre, tale buono può essere impiegato anche per l’acquisto di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel.

Inoltre, alla lettera b) del medesimo comma 1 si novella l’articolo 2, comma 2, del citato decreto legge n. 111 del 2019, che attualmente prevede il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie riservate per il trasporto pubblico locale. La modifica prevede il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma anche di piste ciclabili, in aggiunta o in alternativa a quelli relativi alle corsie riservate per il trasporto pubblico locale. Il comma 2,lettera a), sempre per le finalità di cui al comma 1, e in particolare per promuovere l’utilizzo delle biciclette nelle aree urbane, quali mezzi a basso impatto ambientale, apporta modifiche al Codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. In particolare, fermo quanto previsto dall’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, che reca la disciplina della circolazione mediante segway, hoverboard e monowheel, ovvero analoghi dispositivi di mobilità personale, si modifica l’articolo 3, comma 1 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, inserendo, dopo il numero 6), il numero 6-bis), che introduce la definizione di “Casa avanzata”, ovvero una linea di arresto dedicata alle biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli per garantire maggior sicurezza alla circolazione delle biciclette.

Si prevede, poi, sempre  all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il numero 12), l’inserimento del numero 12-bis) che introduce la definizione di “Corsia ciclabile”, ovvero la parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La bike lane è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione esclusiva alla circolazione dei velocipedi, eliminando ogni forma di promiscuità di circolazione con altre tipologie di veicoli, con indubbi vantaggi sulla sicurezza e snellimento della circolazione. In coordinamento e in attuazione dell’introdotta definizione di “casa avanzata”, alla lettera b) del medesimo comma 2 si modifica l’articolo 182 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, inserendo, dopo il comma 9-bis, il comma aggiuntivo 9-ter, che prevede, nelle intersezioni semaforizzate, e sulla base di apposita ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 7, comma 1 del medesimo decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, che sulla soglia dell’intersezione possa essere realizzata la “casa avanzata”, estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della semicarreggiata. La casa avanzata, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, può essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno
a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare. L’area delimitata è
accessibile attraverso una corsia di lunghezza pari almeno a 5 metri riservata alle biciclette, situata sul lato destro in prossimità dell’intersezione.

Infine, i comma da 3 a 6 prevedono l’obbligatorietà della predisposizione del piano degli spostamenti casalavoro entro il 31 dicembre di ogni anno, nonché della nomina del responsabile della mobilità aziendale (mobility manager) da parte delle imprese e le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti. Attualmente, detto obbligo, previsto dal decreto del Ministro dell’ambiente 27 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 1998, si applica esclusivamente alle imprese e gli enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e alle imprese con complessivamente più di 800 addetti ubicate nei comuni di cui di cui all’allegato III del decreto del Ministro dell’ambiente del 25 novembre 1994, e tutti gli altri comuni compresi nelle zone a rischio di inquinamento atmosferico individuate dalle regioni ai sensi degli articoli 3 e 9 dei decreti del Ministro dell’ambiente del 20 maggio 1991. In tutti gli altri casi, gli adempimenti in parola sono previsti come  facoltativi”.

Al riguardo, si prevede che con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinate le modalità di redazione del piano di cui al comma 1, nonché i requisiti soggettivi, le modalità di nomina, la durata in carica e le funzioni del mobility manager di cui al comma 3. Con il medesimo decreto sono indicate espressamente le disposizioni che sono abrogate dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al precedente periodo.

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